Clima impazzito, con le ondate di calore del 2021 morti 8% in più. A Bari + 46%

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Le ondate di calore, durante la scorsa estate, sono state responsabili di un incremento della mortalità nelle persone con più di 65 anni di circa l’8%. Un dato molto più alto dell’estate del 2020 quando, a causa dell’elevata mortalità dovuta a Covid-19 nelle fasce di età più avanzate, non erano stati documentati incrementi di mortalità rilevanti associati alle temperature, soprattutto al Nord. È quanto emerge dal rapporto sulle ondate di calore nell’estate 2021 realizzato dal ministero della Salute e del dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione della Regione Lazio.

Il rapporto raccoglie i dati dei Sistemi di allarme (HHWWS) e del Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (SiSMG) e degli accessi in pronto soccorso. Nelle 34 città campione, tra il 15 maggio e il 15 settembre 2021, complessivamente sono stati registrati 30.959 decessi, 2.239 più di quelli attesi. Le città con i maggiori eccessi di mortalità sono state Bari (+46%), Campobasso (+30%), Catania (+27%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%), Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Napoli (+9%).

Dal rapporto emerge che al nord si è verificata una mortalità superiore all’atteso nella settimana compresa tra il 29 luglio e il 4 agosto con un eccesso di mortalità soprattutto nella classe di età con più di 85 anni, invece tra le città del centro-sud si è osservato un primo eccesso di mortalità nella seconda metà di giugno seguito da un secondo periodo di mortalità a partire da fine luglio che si protrae fino alla fine di settembre. Per quel che concerne la risposta istituzionale finalizzata alla protezione delle fasce della popolazione più vulnerabili, il documento ha riscontrato diverse criticità legate alla pandemia, “in particolare l’attivazione di protocolli di emergenza come l’accoglienza/trasporto in strutture climatizzate e la sorveglianza attiva delle persone a rischio”, si legge.

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