Corruzione sui fondi europei per l’agricoltura. Sequestrati beni per due milioni di euro a aziende di Apricena, Peschici e Vieste

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Avrebbe intascato da tecnici e imprenditori agricoli foggiani denaro – il 3% per ogni pratica o somme concordate dai 500 ai 30 mila euro – per agevolarli nell’ottenimento dei fondi del Psr, il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, falsificando la documentazione sulla sussistenza dei requisiti per accedere ai finanziamenti, così truffando l’ente.

Per questo Lorenzo Mazzini, 63enne foggiano, funzionario regionale del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale – Sezione coordinamento dei Servizi Territoriali di Foggia, e’ finito oggi in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Radici” della Procura di Bari. Oltre lui, sono agli arresti domiciliari gli imprenditori agricoli foggiani Matteo Fasanella, Nunzio Nargiso, Nicola Biscotti e Francesco Nasuti e l’agronomo, anche lui foggiano, Antonio Simone.

I fatti contestati risalgono agli anni 2019-2020. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 2 milioni di euro nei confronti delle aziende Consorzio Agroforestale “Biase Fasanella” di Peschici, Soc. Cooperativa “Tenuta Umbra” di Foggia, “Agri Verde” di Nargiso Nunzio & C di Apricena, “Cala Lunga” di Vieste.

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