Inchiesta sulla corruzione per fondi europei tra fatture false e rivelazioni di segreti d’ufficio. Ecco come ne hanno beneficiato imprese del foggiano

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Fatture per operazioni inesistenti ma anche rivelazione di segreti di ufficio: è emerso anche questo dall’indagine che stamane ha portato all’operazione ‘Radici’ condotta dalla Guardia di Finanza di Bari e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, su presunti reati di corruzione, tentata concussione, truffa, falso relativi al conseguimento indebito di erogazioni nel settore agricolo, in particolare in provincia di Foggia.

Sono 6 gli arresti effettuati e in tutto 21 gli indagati tra i quali anche funzionari e dirigenti della Regione Puglia, imprenditori agricoli e consulenti agronomi. All’interno di un ”sistema consolidato”, come lo definisce la Guardia di Finanza, era compresa, secondo gli inquirenti, anche una pluralità di condotte fraudolente consistenti in utilizzo ”di fatture soggettivamente e/o oggettivamente inesistenti”; presentazione ”di altrettante fasulle dichiarazioni attestanti l’avvenuto pagamento delle fatture”; utilizzo delle provviste finanziarie giacenti su diversi conti correnti bancari gestiti da un unico soggetto il quale, per simulare l’avvenuto pagamento delle false fatture ricorreva a delle ”partite di  giro” da un conto corrente ” all’altro.

Nel procedimento è indagato a piede libero per le ipotesi delittuose di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale e utilizzazione di segreti di ufficio, e favoreggiamento personale, un dirigente della Regione Puglia in servizio nel Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale e superiore gerarchico dei funzionari regionali coinvolti, il quale, dopo avere ricevuto da un tecnico agronomo precise informazioni in ordine alla commissione di fatti-reato dei due funzionari (che avrebbero formulato richieste estorsive in relazione all’istruttoria delle domande di partecipazione ai bandi regionali riguardanti il Programma di sviluppo rurale), non avrebbe presentato denuncia alle Autorità competenti e avrebbe rivelato la notizia riservata ai due pubblici ufficiali così anche aiutandoli ad eludere le investigazioni dell’Autorità.

È emerso anche che in alcune occasioni il funzionario regionale dislocato a Foggia, nell’istruire le pratiche di finanziamento non avrebbe rilevato criticità che, qualora evidenziate, avrebbero comportato l’inammissibilità della domanda di aiuto.

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