Il legale dell’ex sindaco Landella: “Il ricorso contro lo scioglimento è solo per non vedere Foggia bollata come città mafiosa”

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“L’interesse sotteso all’azione non è la demolizione del provvedimento al fine di ripristinare il consiglio comunale decaduto bensì l’interesse morale a non veder bollata la città e la precedente amministrazione quale mafiosa, sulla scia di un consolidato orientamento giurisprudenziale che riconosce rilevanza all’interesse a ricorrere, quanto meno morale, degli amministratori del disciolto Consiglio Comunale per la tutela della loro immagine e reputazione”. Così l’avvocato Saverio Sticchi Damiani del foro di Lecce, in una nota diffusa nel tardo pomeriggio, spiega le ragioni alla base del ricorso presentato dall’ex sindaco di Foggia, Franco Landella, al Tar del Lazio contro il provvedimento di scioglimento del comune, lo scorso 5 agosto, per infiltrazioni mafiose, con conseguente commissariamento per 18 mesi.

“Il ricorso è stato proposto al fine di sottoporre all’organo giurisdizionale competente una ricostruzione della vicenda che possa tener conto delle ragioni di Landella al quale, non essendo stata consentita la partecipazione in contraddittorio nel procedimento, ha potuto contestare i contenuti del provvedimento solo nella sede giurisdizionale”, prosegue il legale.”Il ricorso è stato proposto senza richiesta cautelare, censurando il provvedimento per due motivi: per difetto dei presupposti di legge ai fini dello scioglimento e per violazione del contraddittorio procedimentale. Al momento non risulta fissata l’udienza di trattazione”, conclude.

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