Portuali di Taranto, a rischio il posto di 420 persone in carico all’Agenzia del Lavoro

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Torna di nuovo a rischio la situazione di circa 420 portuali di Taranto in carico all’Agenzia del lavoro in attesa di reinserimento occupazionale. È in scadenza la copertura finanziaria dell’Agenzia e per il 2022 non vi è alcuna prospettiva. Servirebbero circa 5 milioni di euro per gli addetti in carico alle due Agenzie portuali di Taranto e Gioia Tauro, le uniche sinora operanti.

Quella di Taranto, prevista da una legge di fine 2016, è stata formalmente costituita a giugno 2018 ed entrata in esercizio a gennaio 2019. Su una platea iniziale di 500 addetti, il personale messo in mobilità da Taranto container terminal (gruppo Evergreen) quando nel 2015 ha definitivamente lasciato il porto pugliese, sono attualmente in carico all’Agenzia circa 420 unità. Parte nel frattempo è stata reinserita sia in San Cataldo Container Terminal, la società del gruppo Yilport arrivata dopo TCT di Evergreen, sia nelle imprese portuali.

I sindacati di categoria Filt Cgil (Michele De Ponzio), Fit Cisl (Oronzo Fiorino) e Uiltrasporti (Carmelo Sasso), in un documento diffuso oggi evidenziano la “mancata previsione in legge di stabilità dello stanziamento relativo alla proroga per l’anno 2022 delle Agenzie per il lavoro portuale istituite a Taranto e Gioia Tauro e che perseguono lo scopo di riqualificare e ricollocare i lavoratori in esubero”.

“Nelle bozze della legge di stabilita’ che circolano -spiegano i sindacati- non vi sarebbe alcuna previsione di spesa in tal senso e questo vanificherebbe un percorso virtuoso. L’unica -aggiungono le tre sigle- vera politica del lavoro fin ora mai messa in piedi e finalizzata che fin ora ha consentito la riqualificazione e ricollocazione a tempo indeterminato di oltre 100 lavoratori solo nel nuovo operatore San Cataldo Container Terminal”.

Per i sindacati, questo “appare come una beffa, proprio mentre l’operatore del terminal prevede, per il prossimo anno, un incremento dei traffici con la possibilità di ricollocare ulteriori lavoratori con numeri importante”. Inoltre, si afferma, si è “alla vigilia dell’inizio di un programma formativo finanziato da Regione ed Autorità portuale, che sicuramente agevolerà ulteriormente la ricollocazione delle maestranze anche negli altri operatori portuali che al momento manifestano la necessità appunto di operai qualificati”.

A parlamentari, consiglieri regionali della Puglia e sindaco di Taranto, le sigle di categoria chiedono che “si eviti di vanificare un percorso unico in Italia e virtuoso di politica attiva del lavoro che ha prodotto e continuerà a produrre i suoi effetti positivi, ove questa non venga destrutturata de-finanziandola, e che tra l’altro potrebbe essere replicate per altri contesti di crisi”. “Anche se i tempi sono stretti”, i sindacati dichiarano infine di confidare “in una inversione di rotta del Governo”.

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