Disastro ambientale a Taranto, dopo l’aria anche il mare. Arrestate 17 persone per pesca di frodo. Giro d’affari di 4,5 milioni di euro

181 Visite

Accusa di disastro ambientale con l’aggravante dell’associazione, sgominato un giro di affari di 4,5 mln di euro: sono questi i dati salienti della maxi operazione “Kalimera” effettuata stamattina a Taranto dalla Guardia Costiera e contrassegnata da 17 ordinanze di custodia cautelare (ai domiciliari).

Le indagini, anche attraverso le intercettazioni, hanno portato alla luce l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale dedita all’attività di pesca illecita di risorse marine, svolta prevalentemente nel Golfo di Taranto, che ha portato ai promotori un ingente guadagno. Nello specifico, la pesca vietata ha riguardato le oloturie, pesca che muove ingenti profitti illeciti.

l valore di mercato medio finale del prodotto, movimentato nell’ambito dell’attività vietata, può arrivare anche alla cifra di 300 euro al chilo, ha spiegato oggi in una conferenza stampa il comandante della Capitaneria di Taranto, Diego Tomat. Le indagini coordinate dalla Procura, dal sostituto Mariano Buccoliero, ha messo in luce che l’organizzazione oggi smantellata, attraverso la raccolta delle oloturie e di altre specie protette nelle acque della costa di Taranto, ricavava proficui vantaggi.

La pesca delle oloturie, dette anche cetrioli di mare, è vietata soprattutto perché rischia di determinare, ha spiegato il comandante Tomat, “grave pregiudizio dell’ecosistema marino e della normativa sanitaria per la tutela della salute pubblica”. Inoltre, è stato detto, il consumo delle oloturie, destinato ai mercati extracomunitari, registra un “costante aumento della domanda” e quindi “la gravità del fenomeno ha nel tempo assunto dimensioni allarmanti non solo dal punto di vista dell’incalcolabile danno ambientale ma anche dal rischio per la salute umana se si considera che il pescato sfugge ad ogni tipo di controllo sanitario”.

L’operazione di oggi ha visto impegnati più di cento uomini e donne della Guardia Costiera alle dipendenze della Direzione Marittima di Bari – sesto Centro Controllo Area Pesca – col dispiegamento di 34 autopattuglie e di un elicottero del secondo Nucleo Aereo Guardia Costiera Catania.

 

Promo