Sequestrati beni per 100.000 euro a 47enne di Carosino guadagnati con attività illecite. Risultava disoccupato e nullatenente

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Accurati e approfonditi accertamenti patrimoniali, bancari e finanziari condotti dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di Taranto, ha permesso di portare alla luce un sommerso di beni mobili e immobili riconducibili in capo a un 47enne di Carosino, già noto alle forze dell’ordine per pregressi storici penali con la giustizia. L’operazione dei carabinieri scattata stamane su disposizione della Sezione del Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Lecce ha reso esecutivo un decreto di sequestro preventivo di beni ai fini della confisca obbligatoria nelle aree di Carosino e San Giorgio (Taranto).

Quello che gli investigatori hanno posto sotto misura preventiva di sequestro ai fini della confisca, sono beni di natura patrimoniale e finanziaria, che ufficialmente risultano intestati ad alcuni familiari del 47enne, ma in realtà sono riconducibili nelle proprietà dello stesso, nell’ipotesi ventilata dai militari che siano il ricavato di proventi scaturiti da svariate attività illecite condotte negli anni dall’uomo censurato.

Specificamente, i beni immobili e mobili messi sotto sequestro giudiziario: due immobili siti a Carosino, un’automobile modello Hyundai IX35 e una situazione finanziaria non proprio precaria – equiparabile alla condizione di nulla tenente e disoccupato da tempo -, confiscato un conto corrente in attivo con saldo contabile positivo, ammontante a circa 14.000 euro.

Le indagini sono partite da un sospetto inoculato dall’idea di una palese incongruenza tra il tenore di vita sostenuto del prevenuto di Carosino e le sue dichiarazioni fiscali presentate nell’arco temporale tra il 2010 e il 2019. La notizia di reato in mano agli uomini dell’Arma sulla pericolosità sociale del soggetto inquisito, li hanno indotti ad avallare maggiormente la tesi che il patrimonio immobiliare e mobiliare nelle disposizioni del carosinese fossero il ritorno economico prodotto di attività illegali gestite negli anni dal 47enne censurato.

Nel complesso, la sostanza patrimoniale posta sotto confisca e sequestro dai carabinieri del Comando provinciale di Taranto si quantifica nel valore totale di circa 94mila euro.

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