Arrestato pakistano che favorì la fuga in massa di migranti dall’hotspot di Taranto usando idrante contro Polizia

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Un giovane pakistano si è eretto ad eroe dei suoi connazionali, i migranti reclusi nel Centro hotspot di Taranto, che sottoposti, di prassi, a pratiche di identificazione prolungate, hanno dato in escandescenze, inscenando l’8 novembre scorso una sollevazione collettiva.

Lo straniero proveniente dal Medio Oriente ha favorito la fuga in massa di oltre una decina di extracomunitari, issandosi a scudo contro la barriera della Polizia schierata per reprimere la sommossa nascente. Sfuggito in un primo momento alle maglie della giustizia, il migrante che l’8 novembre scorso si è reso responsabile di alcuni reati contemplati nel nostro codice penale, è stato rintracciato ieri, a distanza di appena due settimane, e arrestato dalla Squadra Mobile e dalla Digos di Taranto, accusato dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Lo straniero finito in manette è un giovane di origine pakistana di 24 anni che dall’ottobre scorso alloggiava nel Centro di accoglienza di Taranto, apparso in questi ultimi giorni sulle pagine di cronaca per aver fomentato una sommossa generale nell’hotspot jonico a causa –a parere dei migranti- di procedure di identificazione protrattesi oltre misura. La rivolta scoppiata nel primo pomeriggio dell’8 novembre si era esacerbata nella tarda sera, nel momento in cui un gruppo di circa venti migranti aveva alzato il tiro tentando di fuggire in massa divellendo la recinzione perimetrale della struttura.

Pronta la reazione della Polizia che posta a schieramento per contenere la protesta, si era vista attaccare dagli ospiti di nazionalità straniera, in particolare, dal 24enne pakistano che, alla testa della ribellione, impugnato un idrante del sistema antincendio era riuscito a respingere il cordone delle forze dell’ordine puntandogli contro il getto violento d’acqua, favorendo così la fuga di 16 migranti contestatori.

Giorni di indagini serrate condotte congiuntamente dalla Squadra Mobile e dalla Digos, hanno subito un’impennata rapida grazie alla consultazione delle immagini di videosorveglianza poste a presidio all’interno e all’esterno dell’hotspot e al reperimento di testimonianze dal personale del Centro di accoglienza, ciò ha portato all’individuazione dell’autore del reato. Il giovane migrante, che nel frattempo era stato trasferito presso un’altra struttura, è stato rintracciato e posto sotto custodia dai militari. Il 24enne pakistano finito in stato di arresto con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Lecce.

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