Ex Ilva, Fiom Cgil lancia campagna “La politica del bla bla bla”

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Sull’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, la Fiom Cgil ha lanciato oggi la campagna informativa chiamata “La politica del bla bla bla”. Il sindacato afferma che sull’ex Ilva vi sono “quasi 10 anni di parole: un bla bla bla che non fa bene all’ambiente, ai lavoratori e alla città. Solo proclami e promesse, puntualmente disattese, di politici e figure istituzionali”.

La campagna informativa dei metalmeccanici Cgil, si spiega, “coinvolge i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in amministrazione straordinaria e appalto, con l’obiettivo di sensibilizzare la politica e le istituzioni preposte ad affrontare seriamente una vertenza che ormai da tempo vive di continui rinvii e soprattutto di tanti omissis che riguardano il futuro ambientale e industriale di Taranto”.

“Una campagna -si evidenzia- che avrà il compito di mettere insieme un puzzle confrontandolo con la realtà che i lavoratori vivono fuori e dentro la fabbrica”.
La Fiom afferma che “Invitalia, dal 21 luglio 2021, data in cui si è insediata nel cda di Acciaierie d’Italia, non ha ancora trovato il tempo di incontrare le organizzazioni sindacali lasciando nelle mani di ArcelorMittal la gestione della fabbrica con tutte le problematiche impiantistiche e i ritardi sulle manutenzioni straordinarie e ordinarie, che inevitabilmente si ripercuotono sui lavoratori con un utilizzo massiccio della cassa integrazione. Nessuno ci convoca, i lavoratori vengono considerati gli ultimi da informare anche se l’accordo sindacale è vincolante per il piano industriale. Immagino che qualcuno decide e poi ci convocheranno alla fine e ci daranno qualche giorno per firmare l’accordo per prendere o lasciare. Io trovo che sia scandaloso questo modo di fare. Questo Governo sulle politiche industriali, sulle singole crisi come sui settori, è assolutamente assente e questo penso sia un problema grandissimo per i lavoratori come per tutto il Paese”. Lo ha detto su Acciaierie d’Italia il segretario generale Fiom Cgil, Francesca Re David.

“Prima dell’estate -ha affermato Re David- il Governo ha detto che ci avrebbe convocato visto che ovviamente senza piano industriale, non ci possono essere nemmeno gli ammortizzatori sociali che l’accompagnano, la cassa straordinaria e così via. Nessuno ci ha convocato. Abbiamo fatto uno sciopero di 8 ore il 10 novembre ma nessuno continua a convocarci”.

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