Regione Puglia: si dimette Bray, assessore Cultura e Turismo. Emiliano assume deleghe

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“Ritengo importante la scelta del presidente Emiliano di assumere direttamente, in questa fase, le responsabilità dell’assessorato”. Così Massimo Bray che oggi, in una lunga lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook, ha reso nota la decisione di rimettere nelle mani del governatore della Puglia, Michele Emiliano, le deleghe alla cultura e al turismo, per motivi personali.

“Ho vissuto, soffrendo in prima persona, i terribili impatti della pandemia da Covid 19 sulla vita delle persone. Ho visto e ascoltato le enormi difficoltà vissute dal mondo della Cultura e del Turismo. Ho apprezzato gli sforzi di tutti per cercare di superare una crisi durissima e poter ripartire. Con il sostegno delle istituzioni pubbliche e di coloro che lavorano nelle strutture degli assessorati, si sono raggiunti molti risultati positivi”, ha scritto Bray.

“Il numero impressionante di manifestazioni culturali messe in piedi nella lunga estate pugliese e la qualità di ognuna di esse, sono il segno della vitalità, della creatività, della passione di chi lavora in questo straordinario mondo. Credo anche che sia stata una bella scelta quella di legare lo sforzo di ripartenza della nostra regione ad una campagna pubblicitaria il cui slogan ‘Puglia una storia d’amore’ voleva indicare la cura, l’attenzione, gli sforzi di tutela del nostro patrimonio, delle nostre tradizioni. Anche la nuova campagna dedicata al turismo, la cui definizione si è conclusa in questi giorni, sottolineerà come cultura e turismo possano rappresentare uno straordinario modello di sviluppo sostenibile”, ha scritto ancora.

“So bene che molte sono le sfide su cui occorrerà misurarsi, prima fra tutte proprio l’attenzione al tema della tutela dei valori e delle identità culturali. Il mondo da cui veniamo ha rischiato di omologare e cancellare il significato delle tradizioni e delle storie legate alle nostre comunità, ai territori, in favore di un modello culturale unico, legato ad uno sviluppo economico che tende ad affermare concezioni semplificate, ad omologare e cancellare le differenze, le storie, la memoria. Abbiamo invece bisogno di lavorare su un modello che affermi l’eccezione culturale, che tuteli le tradizioni e ripensi il valore delle identità collettive come insieme di contenuti culturali”, ha scritto ancora.

“La scelta della qualità e non della quantità per misurare il valore di un luogo o di una manifestazione culturale deve essere il nostro punto di riferimento. La ricerca e la formazione, come ho ripetuto moltissime volte il questi mesi, dovranno essere al centro delle politiche da mettere in atto. Spero ci saranno altre occasioni – se pur in forme differenti – per dare un contributo alla mia regione. Non voglio dilungarmi: la commozione e il dolore sono fortissimi, come l’amore e il rispetto che ho sempre avuto per la nostra cultura e per le nostre storie. In questo breve ma intenso periodo, mi è capitato più volte di citare Aldo Moro, forse perché avevo bisogno di punti di riferimento certi. Scrivendo queste parole ho ripensato a questa sua riflessione: “la verità illumina e dà coraggio”. E in questo particolare momento sono parole di grande conforto”, ha concluso Bray.

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